La Fiammante, modello di filiera pulita a Mercante in Fi(li)era

Un’altra filiera è necessaria, per combattere lo sfruttamento e garantire a tutti un cibo sano. Un’altra filiera è possibile, e il modello che La Fiammante sta sperimentando ne è la prova. Per questo, abbiamo accolto con entusiasmo l’invito di giornalisti e attivisti coinvolti in progetti di sensibilizzazione e di lotta per un agroalimentare pulito e giusto.




Al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma, lunedì 14 novembre, il messaggio di speranza agli spettatori di “Mercante in Fi(li)era - viaggio tra caporalato, sostenibilità e diritti” è arrivato sul finale, nelle parole del nostro Francesco Franzese che, senza nascondere tutta la fatica di un approccio nuovo alle dinamiche del comparto del pomodoro da industria – tra i più rappresentativi del Made in Italy con un fatturato di circa 3 miliardi l'anno – ha parlato di scelte e opportunità concrete di cambiare le cose.


Con la dovuta emozione, Francesco Franzese ha illustrato alla platea le tappe del percorso tracciato fin qui da La Fiammante: dai primi accordi diretti con gli agricoltori che eliminano ogni sorta di intermediari, agli inizi del patto di filiera con i produttori della OP Mediterraneo sancito su valori condivisi e regole chiare (tra cui la promozione della raccolta meccanica del pomodoro), fino al riconoscimento della certificazione Social FootPrint (impronta sociale del prodotto) e all’impegno quotidiano per la distribuzione di un pomodoro 100% Made in Italy che riconosce il giusto prezzo alla fatica del lavoro contadino.


Nel corso della serata, l’iniziativa di Terra! Onlus ha accompagnato gli spettatori fin dentro il cuore dolente della filiera agroalimentare italiana: i racconti di Marco Omizzolo, presidente InMigrazione, la storia personale di Yvan Sagnet, insignito qualche giorno fa dell’onoreficenza di Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana dal presidente Mattarella, e l'intervista di Giorgio Zanchini ai giornalisti Fabio Ciconte e Stefano Liberti (autori del Terzo Rapporto della campagna #Filierasporca, sul pomodoro, dal titolo “Spolpati”), hanno svelato amare verità e meccanismi sconosciuti ai più. Dinamiche che anche un consumo responsabile potrebbe contribuire a ribaltare. 




Una serata esemplare, che si conclude con l’impegno di chi fa seguire i fatti alle parole. Con tutti gli intervenuti, infatti, noi de La Fiammante condividiamo il pensiero che una produzione agroalimentare sostenibile e rispettosa dei diritti di tutti, una filiera pulita e trasparente, possa nascere solo da azioni condivise e alleanze positive tra agricoltori, industria e consumatori, perseguendo tracciabilità e buone pratiche. La filiera La Fiammante è la prova che cambiare è possibile. 

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