La Fiammante, un pomodoro buono, pulito e giusto

Presentato oggi alla Camera dei Deputati il Terzo Rapporto redatto da Terra! onlus per la campagna #filierasporca, un viaggio nella “crisi dell’industria del pomodoro tra sfruttamento e insostenibilità” dall’eloquente titolo “Spolpati”. I giornalisti Fabio Ciconte e Stefano Liberti hanno condotto un’indagine durata quattro mesi, in particolare nel distretto Sud, per analizzare le complesse dinamiche della filiera dal campo allo scaffale del supermercato, in modo da “risalire alle cause dello sfruttamento del lavoro e del caporalato e, contemporaneamente, indagare la sostenibilità ambientale e sociale di un comparto simbolico per il sistema Paese, da cui dipende parte della credibilità del made in Italy”.


Tra gli intervistati, il nostro Francesco Franzese che ha denunciato senza mezzi termini le speculazioni sul prezzo del pomodoro – “le grandi aziende che partecipano alle aste a ribasso vendono la pelle dei contadini” – e illustrato il modello di filiera La Fiammante, l’eccezione virtuosa di “una piccola industria del Sud che sta sperimentando la possibilità di creare una filiera chiusa, in cui il rapporto con i produttori è orientato alla piena collaborazione”. Una esperienza particolarmente rilevante considerato che “il sud Italia fornisce un prodotto di eccellenza in termini di qualità” malgrado “un distretto frastagliato e disorganizzato che lo rende sempre meno competitivo”.

 


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Come si spiega nel Rapporto, La Fiammante stringe accordi diretti con gli agricoltori, molti dei quali della OP Mediterraneo, “paga la materia prima al prezzo stabilito a inizio stagione, che spesso è più alto di quello determinato dal contratto. Così facendo, si svincola dal gioco al massacro della negoziazione continua e si inserisce in una strategia di sviluppo in cui ogni attore della filiera ha il suo giusto utile”.


Un patto di filiera trasparente, basato sul riconoscimento del giusto prezzo e sulla tutela del lavoro contadino. Una filiera etica che garantisce tutti, compreso il consumatore, grazie alla completa tracciabilità di ogni fase produttiva, e alla certificazione degli impatti sociali del prodotto (Social FootPrint).


Come diciamo noi, "il sapore autentico del pomodoro La Fiammante nasce dalla migliore agricoltura mediterranea".


LEGGI ⇾ Spolpati, crisi dell’industria del pomodoro tra sfruttamento e insostenibilità a cura di Fabio Ciconte e Stefano Liberti

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