Fondo europeo di sviluppo regionale
Un'altra filiera è possibile, contratto di rete Funky Tomato 2019

Presentato presso la sede di Oxfam Italia il contratto di rete 2019 promosso da Funky Tomato: una nuova alleanza tra profit e non profit per rendere trasparente e libera dallo sfruttamento dei lavoratori la filiera italiana del pomodoro, un nuovo modello economico e culturale che rappresenta un’alter­nativa concreta allo sfruttamento del lavoro nella filiera agroalimentare e uno strumento per la for­mazione e l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.

 

 

A Roma, presso la sede di Oxfam Italia, è stato siglato il contratto di rete 2019 tra Funky Tomato, Cooperativa (R)esi­stenza, La Fiammante, Oxfam Italia, Storytelling Meridiano, DOL (Di Origine Laziale), AgroBIO srl e OP Mediterraneo, che lancia ufficialmente la Campagna Preacquisto 2019.

 

Un’alleanza stipulata il 22 novembre 2018 presso Officina delle Culture “Gelsomina Verde”, a su­gello di un cammino intrapreso e condiviso nei campi e nelle strade di Scampia, che oggi si arric­chisce di nuova linfa grazie alla partecipazione al progetto di Oxfam Italia, Proloco DOL Cento­celle, AgroBIO Sosteria Agricola e OP Mediterraneo.

 

Diverse realtà unite nella “comunità economica solidale”: una filiera trasparente e partecipata di produzione del pomodoro che promuove rapporti di scambio orizzontali, democratici e mutualistici, finalizzati al sostegno di progetti culturali e sociali.

 

“Funky Tomato è la prima filiera di produzione di conserve di pomodoro che garantisce il rispetto e la dignità di tutti gli attori coinvolti nella filiera, promuovendo un’agricoltura diversificata, contrattualmente forte, consapevole delle proprie connessioni con il paesaggio e l’ambiente, attenta alle relazioni di lavoro, capace di costruire percorsi di inserimento lavorativo e di interazione culturale. – ha sottolineato Paolo Russo di Funky TomatoSiamo molto felici che quest’anno al contratto partecipino importanti realtà del terzo settore, della distribuzione e della produzione agricola sostenibile, che offriranno alla rete un importante valore aggiunto”.

 

Dal 2015, anno di avvio del progetto con 4 beneficiari e circa 90 quintali di prodotto trasformato, i volumi di produzione di Funky Tomato sono aumentati di 55 volte arrivando nel 2018 a 5.000 quintali di prodotto finito, realizzato col coinvolgimento di una trentina di lavoratori presi in carico dagli agricoltori della filiera, tutti del Sud d’Italia, nella prospettiva di dare loro continuità e rinsaldarne le relazioni.

 

 

Etica, equità, partecipazione. Valori che contraddistinguono tutti gli anelli della filiera, e da quest’anno anche la distribuzione. Grazie al contratto di rete, Funky Tomato è una realtà in grado di offrire ai consumatori un prodotto di alta qualità e al contempo sostenere le dinamiche di mercato.

 

 

LA RETE FUNKY TOMATO

 

Funky Tomato è la prima filiera di produzione di trasformati di pomodoro che, oltre a garantire la dignità degli attori coinvolti nella filiera, inserisce al proprio interno l'elemento culturale come base fondamentale per l'esistenza di un'economia rispettosa dell'ambiente e dei diritti delle persone. Nel 2005, dopo la morte della bracciante Paola Clemente a Taranto, un gruppo di agricoltori, attivisti e ricercatori ha deciso di costruire una filiera di produzione del pomodoro rispettosa dei principi di dignità, equità e partecipazione, convinto che un cibo di qualità debba essere anche socialmente sostenibile.

 

Funky Tomato nasce dall'idea che le fratture sociali si possano curare con l'arte, la cultura e la bellezza attraverso un nuovo disegno delle relazioni economiche e produttive. Per questo ridistribuisce le risorse generate dal progetto nei territori dove si svolge la sua attività, investendo in formazione, produzione culturale e creazione di lavoro.

 

Cooperativa (R)esistenza nasce a Scampia e rappresenta la rigenerazione del territorio nata dalle iniziative sociali e culturali partite dal basso, spinte da una diffusa azione di cittadinanza e di riscatto sociale. La Cooperativa sviluppa un’azione di inserimento lavorativo per i soggetti vittime delle condizioni di degrado dovute al contesto mafioso come detenuti, ragazzi di strada, donne vittime di violenza.

 

Oltre all’Officina delle Culture “Gelsomina Verde” – una struttura che funge da incubatore per tredici associazioni del quartiere di Scampia – Cooperativa (R)esistenza gestisce dal 2014 il Fondo Rustico “Amato Lamberti”: 14 ettari nell’area di Chiaiano, come risultato della lotta del quartiere contro la realizzazione di una discarica. Il Fondo è stato confiscato al clan Simeoli nell’ambito delle azioni di lotta alla criminalità organizzata, successive alla famigerata faida tra clan del 2004.

 

Al fine di sviluppare un percorso di formazione all’agricoltura qualificata e professionale, nel 2019 sono state impiantate 110 mila piantine di pomodoro (ecotipo principe borghese giallo e rosso e pomodorino corbarino), per un totale di 20.000 metri quadri utilizzati.

 

Oxfam è un movimento globale di persone che vogliono eliminare l’ingiustizia della povertà, attraverso un approccio integrato fra programmi di sviluppo, interventi di emergenza, campagne di opinione e iniziative educative, e attraverso la collaborazione con organizzazioni della società civile e istituzioni. Per rendere possibile il cambiamento, e affinché tutti possano esercitare i propri diritti e costruirsi un futuro dignitoso, Oxfam affronta le cause della povertà: disuguaglianza, discriminazione contro le donne, cambiamento climatico.

 

Oxfam pubblica costantemente rapporti di ricerca, analisi e report su accesso al cibo e ai diritti fondamentali, genere, disuguaglianza, cambiamento climatico, oltre a studi tematici di settore o relativi a un paese specifico. Nel rapporto “Maturi per il Cambiamento” denuncia i crescenti squilibri e le condizioni di sfruttamento nelle filiere dei supermercati a livello globale. Nel caso studio “Sfruttati” ha raccolto testimonianze drammatiche sul fenomeno del caporalato e dello sfruttamento dei lavoratori agricoli in Italia da cui è nata la campagna “Al Giusto Prezzo” per chiedere ai 5 principali supermercati italiani di assumersi la responsabilità della tutela dei diritti umani nelle proprie filiere a partire da una valutazione di impatto delle proprie politiche di approvvigionamento.

 

L’adesione al Contratto di Rete permetterà ad Oxfam Italia di studiare ed approfondire il meccanismo di filiera che si basa sui principi descritti nel disciplinare “Funky Tomato” per valutarne e monitorarne gli impatti e i benefici generati a livello sociale in tutti i territori coinvolti. Svolgerà inoltre un’azione di sensibilizzazione al rispetto dei diritti umani nella filiera agroalimentare, attraverso la promozione e la diffusione del modello di filiera Funky Tomato e del messaggio multiculturale che lo caratterizza, nonché attraverso la preparazione e la realizzazione di campagne di comunicazione in Italia e a livello europeo.

 

La Fiammante è il marchio di punta di una filiera produttiva etica, basata sul valore della relazione: con gli agricoltori, cui viene riconosciuto un ruolo centrale, il giusto compenso e il sostegno necessario fin dalla semina; con i lavoratori, formati e coinvolti, nel rispetto della dignità, della soddisfazione e del riconoscimento sociale; con i consumatori, informati in maniera trasparente degli impatti sociali della produzione.

 

È una realtà semi artigianale estesa su scala industriale, insediata fin dal 2005 a Buccino (SA), alle porte del Parco del Cilento: una produzione completamente tracciata e certificata Social FootPrint in virtù del constante monitoraggio degli impatti sociali della produzione; unica eccezione virtuosa citata nel Terzo Rapporto della campagna #FilieraSporca stilato da Fabio Ciconte e Stefano Liberti nel 2016 (assieme alla comunità di Funky Tomato).

 

OP Mediterraneo è un’organizzazione di produttori nata nel 2011 in Capitanata (FG) dalla necessità di riportare al centro del sistema agroalimentare il valore del lavoro agricolo e il valore del cibo, mediante la cooperazione e la mutualità, e dalla convinzione che essere produttori di cibo significhi soprattutto abbattere lo steccato dell’individualismo e accettare definitivamente la nascita di Sistemi Complessi.

 

Gli agricoltori associati coltivano circa 500 ettari di terra in cui producono pomodoro, grano e altri prodotti orto-frutticoli, svincolati da legami con mediatori commerciali.

 

AgroBIO srl ha sede a Rotondella (MT), nel cuore del Metapontino, a meno di 80Km da Matera, e coltiva olive da olio, ortaggi e frutti antichi secondo i disciplinari dell’agricoltura biologica. Un’agricoltura attenta al risparmio idrico e al rispetto del suolo, per produrre ortofrutta di qualità preservando l’ambiente.

 

AgroBio è un Presidio Slow Food per tutelare la Pera Signora della Valle del Sinni, ed è anche fattoria didattica riconosciuta dalla Regione Basilicata che collabora con Orto Sociale (Associazione per il diritto al cibo sano e giusto) per parlare di educazione alimentare e agricoltura sociale nelle scuole. All’interno dell’azienda è stato realizzato un giardino didattico, con appositi spazi emozionali e sono stati sviluppati appositi percorsi tematici che vanno dall’archeo-cibo, alla riscoperta dei frutti e delle tradizioni, perché l’agricoltura è cultura.

 

Storytelling Meridiano è una piccola realtà artigiana nata dalla ricerca sull’innovazione sociale nel settore agroalimentare: un aggregatore dinamico di esperti di Comunicazione che abilita le aziende al cambiamento, aiutandole a riflettere sulla propria identità, a coltivare relazioni autentiche, a costruire reputazione dentro e fuori dal web.

 

Storytelling Meridiano aiuta le aziende ad aggiornare il proprio approccio alla Comunicazione, a ottimizzare le proprie risorse, a dare a ciascuno una comprensione più consapevole del proprio ruolo e degli obiettivi comuni, nella convinzione della necessità di un cambiamento di prospettiva e di nuove idee.  

 

Di Origine Laziale (DOL) nasce il 28 gennaio 2006 nella zona di Centocelle a Roma con lo scopo di rendere la qualità dell’enogastronomia del Lazio alla portata di tutti, anche e soprattutto in aree periferiche metropolitane.

 

Il progetto punta a diffondere il concetto di filiera corta, favorendo la conoscenza e la fruizione dei prodotti del territorio, la tutela di tutte le aziende tradizionali e degli artigiani dell’enogastronomia, fino allo sviluppo di forme di agricoltura ecocompatibile; è convinzione di Vincenzo Mancino che il prodotto tradizionale e tipico sia un elemento fondamentale di raccordo tra i produttori e i consumatori che non vogliono essere colonizzati dagli effetti della globalizzazione.

 

Consumare criticamente significa anche investire criticamente, favorendo il lavoro nella periferia e acquistando da piccole aziende agricole a rischio chiusura, per combattere in questo modo la standardizzazione dei sapori.

 

Esperienze provenienti da storie diverse, unite dall’impegno a dare diretta attuazione ai più importanti principi della nostra Carta Costituzionale: uguaglianza sostanziale, dignità del lavoro e partecipazione dei cittadini. Insieme, per un modello di impresa di assoluta innovazione da molteplici punti di vista:

 

  • positivo impatto sui territori dal punto di vista ambientale e sociale;
  • inserimento lavorativo e tutela della dignità del lavoro delle figure socialmente ed economicamente svantaggiate (ex carcerati, rifugiati politici, etc.);
  • costituzione di una comunità diffusa in tutto il territorio nazionale che partecipa direttamente alla conduzione della filiera condividendo valori di relazione durevoli;
  • centralità del ruolo della cultura nella valorizzazione e tutela del territorio, attraverso il sostegno di progetti di produzione artistica, culturale ed editoriale;
  • contrasto a tutte le forme di sfruttamento speculativo delle persone e delle risorse naturali, interpretando dal punto di vista economico-produttivo il principio di cura dei beni comuni, quali l'ambiente e la cultura.

 

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