Pomodori Pelati La Fiammante: Competenza e Responsabilità
Parlare di pomodori pelati o di passata di pomodoro per chi li segue passo passo, fin dalla semina, è come parlare delle piantine del proprio orto, che crescono rigogliose nella misura in cui vengono curate con amore e, soprattutto, con competenza e responsabilità. "Competenza" viene dal latino competere (da cum + petere che significa “andare insieme”, ma anche “coincidere” e “mirare a un medesimo obiettivo”, e dunque “gareggiare”) e conserva il suo significato originario nel senso di capacità di combinare assieme le proprie conoscenze e le proprie abilità ed attivarle in funzione di un particolare ambito. Va da sé che per ottenere dalla terra i migliori Pomodori Pelati e per conservarne la straordinaria fragranza lungo l’intera linea di lavorazione, bisogna partire, appunto, dalla “competenza”.  Di pari passo, però, per essere all’altezza del compito in un settore cruciale come quello agroalimentare, bisogna agire con “Responsabilità”. Il termine deriva dal latino responsus, participio passato di respondere (da re “indietro” + spondere promettere + il suffisso bile che indica facoltà, possibilità), e indica l’impegno personale nell’assumersi le conseguenze delle proprie azioni e delle proprie scelte. Come molti sanno, La Fiammante promuove da anni azioni responsabili come la Raccolta Meccanica nei campi o l’impiego della Lotta Integrata, e riconosce (responsabilmente) il giusto valore al lavoro agricolo coltivando un rapporto diretto con i conferenti. Ma, lungo tutta la filiera, sono tante le scelte che possiamo definire "responsabili", scelte che contribuiscono alla Sicurezza Alimentare e che, in tempi di disinformazione e ansie diffuse, è utile raccontare.

La straordinaria fragranza dei Pomodori Pelati La Fiammante

Tutti sanno che il Pomodoro La Fiammante è certificato al 100%  pomodoro italiano. Ma pochi sanno che non tutti i pomodori sono idonei a diventare Pomodori Pelati e, con un certo orgoglio, noi de La Fiammante aggiungiamo che non tutti i pomodori idonei sono adatti a diventare Pomodori Pelati La Fiammante. Per questa particolare lavorazione, infatti, è indispensabile adoperare varietà specifiche, usare solo pomodori interi e perfettamente maturi, che consentano di preservare al massimo l’integrità del frutto e di ridurre al minimo lo scarto e, soprattutto, è fondamentale saper gestire tempi e modalità di conferimento e lavorazione con competenza e responsabilità per preservare la fragranza dei frutti all’apice della loro maturazione. Il sapore autentico del Pomodoro La Fiammante è il risultato di un lavoro appassionato che comincia dalla semina e continua lungo le complesse fasi di produzione.

Agire con competenza e responsabilmente, in nome della Qualità

Presso la stazione di cernita, viene effettuata un’ulteriore selezione del prodotto per garantire che al gruppo di pelatura giungano solo i pomodori migliori. Ecco che, di nuovo, tornano in gioco competenza e responsabilità: bisogna infatti sapere che non molto tempo fa, e in alcuni Paesi ancora oggi, si usava la cosiddetta pelatura a soda che non solo dava un prodotto di qualità palesemente inferiore, in termini di colore e sapore, ma era potenzialmente dannosa e causa di inquinamento degli scarichi di linea. La Fiammante, con responsabilità e competenza, adopera invece la cosidetta pelatura termo-fisica, che sottopone il pomodoro a un rapidissimo riscaldamento fino a 115° e un successivo raffreddamento sottovuoto, in modo da staccare la pelle dalla polpa nel più breve tempo possibile, lasciando intatte le qualità organolettiche del frutto.

Competenza e Responsabilità al servizio della Sicurezza Alimentare

A questo punto, i Pomodori Pelati passano attraverso rulli a coppie contro rotanti che eliminano la pelle residua e, di nuovo, vengono selezionati per eliminare eventuali frutti rotti. I migliori tra i migliori pomodori vengono indirizzati all’area di confezionamento in latta, a mezzo di riempitrici telescopiche. Poi, viene aggiunto il succo di pomodoro leggermente concentrato, e le latte riempite passano alla sezione di aggraffatura. I barattoli vengono quindi pastorizzati attraverso un tunnel a pressione atmosferica per renderli microbiologicamente stabili: vengono anche fatti ruotare in modo da uniformare il più velocemente possibile la temperatura all’interno e raggiungere al centro la temperatura desiderata, che è di circa 95°C. Infine avviene il raffreddamento della scatola sino a circa 35°C.

Agroalimentare italiano: impegnarsi oggi, guardando al domani.

È evidente che senza l’esperienza e la competenza necessarie non sarebbe possibile arrivare in breve tempo a un prodotto eccellente e certificato che ha il sapore autentico dei frutti appena raccolti, che dà quella naturale dolcezza al miglior sugo di pomodoro. Ed è chiaro che senza la responsabilità e l’impegno quotidiano di tutti non sarebbe possibile migliorare costantemente la filiera produttiva, investire nel biologico, nel fotovoltaico, nel futuro dell’agroalimentare italiano e ottenere risultati sempre più lusinghieri. Credere in un pomodoro buono vuol dire anche questo: fare ogni giorno il proprio lavoro con competenza per guardare al futuro di questo Paese con responsabilità.

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