Pomodoro viola, parliamone
Sia online che nei media tradizionali, si parla da qualche giorno con grande enfasi di pomodoro viola, una tipologia ottenuta dall’incrocio dell’ortaggio tradizionale con il fiore conosciuto come Bocca di Leone. Il colore viola è il risultato della presenza nell'ortaggio di antocianine, pigmenti naturali appartenenti alla famiglia dei flavonoidi dal grande potere antiossidante: per capirci, il successo dei mirtilli e dei prodotti a base di mirtilli, negli ultimi anni, è dovuto proprio alle proprietà antinfiammatorie dei pigmenti antociani. Inoltre, viene sottolineato il valido aiuto nella prevenzione dei tumori, e in TV si intervista l’oncologo Veronesi sul pomodoro viola anticancro. Nel caso del pomodoro viola però la faccenda appare un po’ più complessa: stiamo parlando di ortaggi geneticamente modificati, cioè di un incontro in laboratorio tra due specie lontane che la natura non aveva previsto. Il nuovo colore, sviluppato dal John Innes Centre di Norwich in Gran Bretagna, è infatti l’esito di un’operazione di ingegneria genetica. Ecco perché, malgrado i comprensibili entusiasmi per gli effetti che potenzialmente questi studi potrebbero avere sulla salute umana, la notizia diffusa dalla BBC di una massiccia produzione già in atto di pomodori viola OGM non può rallegrarci.

Pomodoro Viola OGM

Prima di un investimento economico così ingente, non pensate come noi che sarebbe necessario un ulteriore impegno della ricerca sugli effetti degli OGM sulla salute umana, assieme a una valutazione etica delle ricadute a lungo termine di un’agricoltura gestita dalle multinazionali farmaceutiche? Quando si parla di prodotti OGM dagli effetti benefici, non bisogna dimenticare, infatti, che questi organismi (ottenuti mediante ibridazione e selezione, o mutagenesi e selezione, o ancora attraverso l’inserimento di nuovi geni nel DNA) non si riproducono. Pertanto, il contadino non potrà produrne da sé i semi del pomodoro viola e sarà obbligato a comprarli da chi ha “inventato” il nuovo ortaggio. Senza parlare poi della minaccia alla biodiversità che significa ricchezza, varietà di forme di vita selezionate dalla natura in milioni di anni.  Ovviamente la professoressa Cathie Martin, responsabile del progetto, rammaricandosi di aver dovuto chiedere aiuto al Canada a causa delle restrizioni dell’Europa sugli OGM, promuove il pomodoro viola come “qualcosa che è geneticamente modificato, ma possiede benefici per tutti”.  Noi, invece, avanziamo il dubbio che quei “tutti” siano principalmente i laboratori che producono pomodori viola. Anche per aver notato la strana coincidenza che anche il pomodoro nero, oggetto di analoghi entusiasmi qualche tempo fa, è stato studiato dal PlantLab della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in stretta collaborazione con Cathie Martin del John Innes Centre di Norwich, Gran Bretagna.

Pomodoro Nero: Kumato o Nero di Tula?

Il pomodoro nero, conosciuto come "Kumato", è anch’esso un ibrido sviluppato in Spagna e gestito dalla Syngenta, che ne detiene allevamento e commercializzazione: infatti, il coltivatore che produce Kumato in Spagna, Francia, Olanda, Gracia,Turchia e Canada paga canoni per le licenze per ettaro di serra, paga per i semi, paga le royalties ai pomodori prodotti. Data la crescente curiosità indotta dai media a livello mondiale sui “portentosi” effetti dei pomodori neri, è stato sviluppato quindi un progetto analogo da parte della Dulcinea, che ha introdotto a sua volta il pomodoro Rosso Bruno: di nuovo un ibrido, di nuovo a pagamento. Niente a che vedere, sia chiaro, con il raro Pomodoro Nero di Tula o con il cosiddetto Black Krim (Nero di Crimea) che sono antiche varietà russe assai ricche di licopene, dal colore tendente al violetto-marrone.

Che prezzo ha la nostra salute?

È evidente che se parliamo della straordinaria azione nutraceutica delle numerosissime varietà di pomodori selezionate da Madre Natura, che democraticamente condividiamo gli uni con gli altri traendo vantaggio reciproco dalla diversità, la nostra salute ha solo il prezzo “culturale” di una scelta consapevole di alimenti sani e certificati. Se invece parliamo di fantomatici alimenti “prodigiosi”, disponibili però solo a chi paga per accedere al club dei produttori, il prezzo da pagare diventa assai più caro. In questo secondo caso, la salute ha a che fare con interessi economici e obiettivi politici assai discutibili, che inducono subdolamente bisogni e aspettative nella popolazione, peraltro senza alcuna evidenza di efficacia.

Pomodoro: salute e benessere, per tutti

La Fiammante condivide da sempre l’idea che un’alimentazione consapevole delle proprietà benefiche del cibo (proprietà nutraceutiche) produca importanti passi avanti per la salute umana, ma la nostra posizione è che il cibo sano sia frutto di una relazione etica dell’uomo con l’ambiente e con le altre specie viventi. Piuttosto che dare credito a scoperte scientifiche che presentano molte ambiguità tra le pieghe del facile entusiasmo dei media, investiamo infatti impegno e risorse per promuovere l’impiego di pomodori biologici e della lotta integrata, che fa tesoro della ricerche e delle sperimentazioni di Madre Natura, e per sostenere il lavoro agricolo dei conferenti, che tutela una parte importante della nostra storia e della nostra identità.

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