Inflazione Italia: pomodoro +40%? Niente panico, dati alla mano.

 

 

L’inflazione galoppa davvero? Francesco Franzese, CEO ICAB La Fiammante, fa il punto sull’aumento dei prezzi del Comparto Pomodoro. 

 

È da qualche mese che gli operatori dell’informazione, assieme a una certa politica, focalizzano l’attenzione del consumatore sull’aumento del livello generale dei prezzi e, dunque, sull’erosione inesorabile del suo potere di acquisto. Come se la guerra in Ucraina non bastasse, come se le ansie pandemiche fossero ormai sopite, senza alcuna prudenza, si fomentano ansia e malcontento.

Non che gli aumenti non ci siano, sia chiaro. Ad esempio, nel Comparto Pomodoro «gli aumenti dei contenitori vanno da +70% a +90%, l’aumento dell’energia si è stabilizzato a +250% (rispetto al 2011), mentre il prezzo delle materie prime, cioè del pomodoro fresco, registra un +25% (senza considerare altri costi come la plastica, le etichette e il trasporto)» – spiega Francesco Franzese, CEO dell’azienda conserviera ICAB La Fiammante – «Per comprendere meglio il “peso” dell’imballaggio sulla spesa, basta misurare ad esempio l’incidenza del costo del pomodoro sul prezzo finale di una bottiglia di passata (25%), o di un barattolo di pelato (17%)».

 

Ma i dati andrebbero interpretati con rigore per fare chiarezza ed evitare il panico dei consumatori, delle famiglie: «andrebbe tenuto in conto il consumo medio pro-capite – sottolinea Franzese – perché nonostante aumenti del prezzo di circa il 40%, l’impatto mensile su ogni individuo è per il pelato di euro 1,68 e per la passata di euro 1,10 circa. Praticamente parliamo di meno di un caffè di differenza, al mese».

 

Allo stesso modo, circa i rincari di cui già si discute nel mondo pizza, Franzese chiarisce: «considerando l’incidenza del costo del pomodoro sulla pizza napoletana, praticamente passiamo da 0.07 centesimi di euro del 2021 a 0.11 centesimi nel 2022/23. In sintesi, direi con il Bardo ‘molto rumore per nulla’».

 

Più in generale, dai dati emersi dal consumo pro capite di pomodoro (circa 35 Kg l’anno, cioè 2,92 Kg al mese), si comprende che se l’aumento del prezzo di vendita corrisponderà al 40% stiamo parlando di +0,25 centesimi di euro per la passata da 680gr e di +0,23 centesimi di euro per il pelato dal 400gr (tab.3). Quei centesimi di cui generalmente nel portaspiccioli non si sa cosa fare.

 

 

 

  1. Incidenza singola voce di costo su costo totale di produzione: 

 

PRODOTTO

Passata pomodoro 680g

Incidenza Costo pomodoro 

25%

Incidenza Costo di trasporto

6%

Incidenza Costo scatolame

44%

Incidenza Costo del personale diretto

7%

Incidenza Costo elettricità + costo energia 

11%

Altri costi indiretti (es imballaggi, etichette, etc..)

7%

Costo di produzione TOTALE

100%

 

 

PRODOTTO

Pelato/polpa

pomodoro 400g

Incindenza costo pomodoro 

17%

Incindenza costo di trasporto

4%

Incindenza costo scatolame

53%

Incindenza costo del personale diretto

8%

Incindenza costo elettricità + costo energia 

14%

Altri costi indiretti (es. imballaggi, etichette, etc..)

5%

Costo di produzione TOTALE

100%

 

 

 

  1. Aumento costo pro capite

Consumo pro capite pomodoro 35 Kg/anno (2,92 Kg/mese)

Calcolo dell’aumento mensile pro-capite da sostenere in vista degli aumenti appena menzionati:

 

 

Passata 680g

Pelato

400g

Aumento per confezione

0,25

0,23

Aumento per Kg

0,37

0,58

Totale aumento su consumo mensile pro-capite

1,07

1,68

 

 

 

  1. Aumento costo pomodoro sulla pizza

 

 

 

2021

2022

Costo cartone

13

20

Costo confezioni

6

6

Kg./confezione

2,5

2,5

Prezzo Kg

0,87

1,33

     
     

Costo pomodoro su pizza (circa 80g)

0,07

0,11